Alla ricerca del Salotto Olfattivo Acampora

Alla ricerca del Salotto Olfattivo Acampora

Il Salotto Acampora: luogo profumato e segreto tra le vie di Napoli. Qualcuno sussurra che sia nascosto da qualche parte in via Filangieri. Chi lo ha trovato ha seguito la scia profumata.

Quel giorno a Napoli la temperatura era mite. Era stata informata del fatto che le stagioni in quella città si alternano in maniera particolare: estati calde, inverni freddi. Nel mezzo, nessuna mezza misura.

Quando aveva sparso la voce tra le amiche del suo viaggio a Napoli, le avevano raccontato tante cose diverse. Aveva imparato il detto "Vedi Napoli e poi muori", e iniziava ora a capire cosa significasse.

Il luogo era meraviglioso. Panorami mozzafiato, cibi gustosissimi e gente calorosa. Dopo due settimane e mezzo tra Venezia, Roma e infine Napoli, poteva dirlo: la vacanza stava procedendo a gonfie vele.

Certo, c’era ancora quel minuscolo problema, una minuzia se ci pensava. Ma si trattava pur sempre della sua passione: non era ancora riuscita a trovare un profumo da portare a casa e che custodisse l'essenza di quel viaggio.

Lontano, nel paese da cui proveniva, aveva raccolto una collezione di profumi che tutti le invidiavano. La vacanza in Italia mirava anche a quello: arricchire la sua raccolta con i sentori mediterranei che solo il Sud Italia sa offrire. Purtroppo adesso si rendeva conto che sarebbe tornata a casa a mani vuote. La lunga ricerca si era rivelata infruttuosa. Dei tanti profumi che aveva incontrato sul suo percorso italiano, nessuno le era rimasto caro.

Si trovava adesso in Via Filangieri, diretta verso il Palazzo delle Arti di Napoli per una mostra delle opere di uno degli artisti che più ammirava, Sir Lawrence Alma-Tadema, e non se la sarebbe persa per nulla al mondo.

Era indecisa sulla direzione da prendere: la cartina che le era stata fornita sembrava illeggibile e non le balzò neanche in mente di usare il navigatore sul telefono, tanto era lontana dalla tecnologia.

Sperando che qualche passante potesse capire l’inglese, fermò una signora che attirò la sua attenzione per l’enorme borsa rosa che portava con sé. Mentre la gentile signora iniziava a spiegarle quale fosse la direzione da prendere, perse la concentrazione.C’era qualcosa nell’aria che l’aveva colpita. Tuttavia non riusciva ancora a capire cosa fosse.

Dal fiume di parole che ricevette, capì soltanto che si trovava precisamente nel punto in cui da Piazza dei Martiri si svolta verso Via Filangieri, e che doveva percorrerla tutta per quasi un chilometro. In un batter d’occhio la signora sparì, ma lei rimase ferma sul posto senza sapere cosa fare.

Percepiva qualcosa: avvertiva nell’aria una nota di muschio, questo era sicuro, ma c’era qualcosa legato a quel muschio che lo rendeva così particolare. Ma da dove veniva?

Incerta, fece due passi verso un’edicola al numero 72 che intravedeva dall’altra parte della strada. Avrebbe chiesto lì informazioni sulla strada. Fu un buco nell’acqua, l’edicolante non parlava inglese.

Rassegnata, tirò fuori nuovamente la cartina cercando di capirci qualcosa. Si riparò nel portone subito al fianco dell’edicola per poter leggere meglio la cartina, e fu in quel momento che avvertì di nuovo lo stesso profumo di prima. Solo che stavolta era molto più intenso. Era qualcosa di indescrivibile. Sfuggente e misterioso, quell’odore la catturò completamente. Partì all'inseguimento del profumo.

Attraversò la strada, ma lo perse. Tornò nuovamente sul marciapiede dove aveva sentito l’odore per la seconda volta. Era lì. Distingueva ancora il muschio, ma c’erano adesso anche altri aromi che non riusciva a percepire.

Mentre concentrata fissava la strada, con la coda dell'occhio notò alla sua destra ancora una volta la familiare borsa rosa. La signora gentile l’aveva superata, ignorandola, e si stava avviando verso quella che sarebbe dovuta essere anche la sua direzione.

Era lei! Non c'erano dubbi: portava via con sé una scia inconfondibile. Proveniva dall'interno del palazzo. Si voltò e fece pochi passi incerti verso lo spiazzo interno antistante alla scalinata.

Alla sua destra c’era un grande ascensore, ma intravedeva qualcosa oltre quel grosso impedimento. Adesso sentiva distintamente la scia profumata e si diresse verso il centro. Eccola lì.

Una porticina che lasciava intravedere, al suo interno, mille meraviglie profumate. Il logo sulla porta non lasciava spazio ad ulteriori dubbi, riconosceva quel nome. Bruno Acampora Profumi. La sua ricerca profumata stava per essere portata a compimento.


Lascia un commento

Il commento deve essere approvato prima di essere pubblicato